Progettare impianto videosorveglianza: 10 errori comuni da evitare.
Progettare un impianto di videosorveglianza significa lavorare su quello che potremmo definire il primo baluardo della sicurezza degli edifici, ma soprattutto, influenzare direttamente il livello di sicurezza percepito dalle persone che vivono o frequentano quegli spazi. Un sistema ben studiato offre tranquillità e affidabilità, ma basta poco per compromettere il risultato: un’analisi preliminare approssimativa, la scelta sbagliata delle telecamere o una configurazione non a regola d’arte possono rendere inefficace l’intero impianto.
Molti degli errori più comuni si possono evitare con semplici accorgimenti, un po’ di mestiere e attenzione. Ma per poterlo fare è indispensabile conoscerli. Ecco i dieci più comuni.
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Errore 1: Pianificazione Insufficiente e Analisi del Rischio Inadeguata
La fretta di procedere con l’installazione senza un’adeguata fase progettuale rappresenta il primo e più grave errore. Molti professionisti sottovalutano l’importanza dello studio preliminare. Spesso ci si affida all’esperienza, dando per assunto che se ha funzionato l’ultima volta, funzionerà di nuovo. Si procede, insomma, con il “pilota automatico” senza aver analizzato le reali esigenze di sicurezza del sito.
Per progettare al meglio un impianto di videosorveglianza bisogna considerare molteplici fattori che rendono molto diversi anche progetti simili: le caratteristiche fisiche dell’ambiente, i flussi di persone, i punti di accesso, le aree sensibili e i potenziali scenari di rischio. Senza questa valutazione preliminare, si rischia di realizzare sistemi sovradimensionati con costi eccessivi o, peggio ancora, impianti inefficaci che lasciano scoperte aree critiche.
Una corretta analisi del rischio, invece, permette di bilanciare costi, tecnologie e copertura, ponendo le basi per un progetto solido e duraturo.
Errore 2: Mappatura Errata Delle Aree da Sorvegliare
Ogni telecamera genera inevitabilmente un’area non coperta immediatamente sotto il dispositivo, un dettaglio spesso trascurato che può vanificare l’intero sistema di protezione.
Una mappatura corretta deve includere, per esempio, ingressi e varchi di accesso come cancelli, porte, garage; aree sensibili come le zone di passaggio obbligato, corridoi o scale e infine spazi critici: depositi, parcheggi, aree esterne non illuminate.
Software specifici e strumenti di progettazione digitale consentono di verificare la presenza di punti ciechi e di ottimizzare il numero e la disposizione delle telecamere. Un approccio metodico di questo tipo riduce i margini d’errore e consente di progettare un impianto di videosorveglianza calibrato sulle esigenze reali del cliente.
Errore 3: Posizionamento Errato delle Telecamere
Anche la telecamera più avanzata diventa inutile se posizionata nel punto sbagliato. Un errore comune è l’installazione a un’altezza eccessiva: questo porta a immagini in cui le persone sono visibili solo dall’alto. In questo modo diventa difficile qualsiasi identificazione. L’altezza ideale, nei contesti residenziali, è in genere tra i 2,5 e i 3 metri dal suolo.
Un altro aspetto critico è l’angolazione. Se il dispositivo è inclinato troppo verso il basso, oltre i 30 gradi, la qualità dell’immagine degrada rapidamente. È importante prevedere un’inquadratura che possa garantire sia una visione d’insieme sia il riconoscimento dei volti.
Infine, bisogna considerare gli ostacoli visivi: alberi, muretti, tende parasole e persino elementi architettonici possono compromettere la visuale.
Errore 4: Gestione Inadeguata Dell’Illuminazione
L’illuminazione è un fattore spesso sottovalutato, ma decisivo per la qualità di un impianto di videosorveglianza. Anche una telecamera con sensori evoluti può produrre immagini inutilizzabili se l’ambiente non è illuminato correttamente.
Gli errori più comuni riguardano due aspetti: la fiducia eccessiva negli infrarossi integrati e il mancato utilizzo di fonti luminose aggiuntive. Gli infrarossi, infatti, funzionano bene solo in condizioni ottimali, ma possono risultare inefficaci se ostacolati da superfici riflettenti o da oggetti che ne interrompono la propagazione. Nei contesti più critici è opportuno prevedere illuminatori dedicati, posizionati in modo da garantire uniformità e ridurre le zone d’ombra.
Errore 5: Scelta Sbagliata delle Telecamere
Non tutte le telecamere sono uguali. L’errore più grave e frequente è scegliere dispositivi basandosi solo sul prezzo o sulla risoluzione dichiarata, senza considerare le condizioni specifiche di utilizzo.
Gli aspetti da valutare per la progettazione di un impianto di videosorveglianza includono:
- risoluzione: adeguata all’ampiezza e alla distanza dell’area da monitorare;
- ottica: obiettivi fissi o varifocali a seconda della necessità di regolare l’inquadratura;
- sensori: progettati per garantire prestazioni in condizioni di scarsa luminosità;
- resistenza ambientale: grado di protezione IP e IK per garantire affidabilità in esterni e in presenza di agenti atmosferici.
La scelta inoltre deve essere guidata sia dalle caratteristiche tecniche, sia da una possibile integrazione con il sistema complessivo: una telecamera IP, ad esempio, può offrire vantaggi come la gestione da remoto e la scalabilità futura.
Errore 6: Cablaggio e Connessioni non Adeguati
l sistema di cablaggio è il sistema nervoso di un impianto. Una progettazione non attenta o una posa non a regola d’arte possono compromettere l’intero sistema, anche se i dispositivi installati sono di ottima qualità.
Fra gli errori più frequenti in questo campo troviamo:
- cavi non adeguati all’ambiente: in esterno devono essere protetti dai raggi UV e resistenti agli agenti atmosferici;
- curve troppo strette: nel caso della fibra ottica è essenziale rispettare il raggio minimo di curvatura per evitare perdite di segnale.
- alimentazione non adeguata: concentrare più dispositivi su un unico alimentatore può provocare il blocco totale del sistema in caso di guasto.
- interferenze elettromagnetiche: dovute a una posa troppo vicina a cavi di alimentazione o apparecchiature elettriche.
Le normative tecnico progettuali disciplinano molti di questi aspetti che si possono incontrare nel progettare un impianto di videosorveglianza, ma è sempre bene tenerne conto: il rumore elettrico o elettromagnetico, per esempio, sono molto difficili da individuare e considerare.
Errore 7: Configurazione Errata dei Dispositivi di Registrazione
DVR e NVR sono importantissimi nella videosorveglianza moderna, e una configurazione errata ne compromette l’efficacia.
La formattazione iniziale del disco rigido, spesso dimenticata, può causare malfunzionamenti che emergono solo quando serve recuperare le registrazioni. La configurazione dell’accesso remoto richiede poi particolare attenzione alla sicurezza: occorre prevedere VPN e autenticazioni per la sicurezza. Le impostazioni di registrazione devono bilanciare qualità, frame rate e spazio di archiviazione, considerando i requisiti legali di conservazione dei dati e le reali necessità operative.
Errore 8: Dimenticare la Privacy e la Normativa GDPR
In Italia, il Garante della Privacy ha stabilito regole precise per l’uso delle telecamere di videosorveglianza. È da notare però come, secondo alcuni studi, il 92% delle telecamere installate viola la normativa sulla privacy, un dato allarmante che espone a sanzioni severe.
Tra le infrazioni più comuni ricordiamo la ripresa di aree non autorizzate, l’assenza o la non completezza dell’informativa e la gestione non conforme delle registrazioni.
Errore 9: Trascurare Backup e Cybersecurity
Gli impianti di videosorveglianza IP sono esposti a due criticità: la continuità del servizio e la protezione dei dati. Entrambe richiedono soluzioni dedicate.
Sul piano della continuità, è indispensabile adottare soluzioni per garantire alimentazione in caso di blackout e sistemi di backup dei dati in cloud o su unità esterne. Affidarsi a un solo punto di salvataggio è un rischio che può vanificare mesi di registrazioni in caso di guasto.
La cybersecurity è altrettanto importante. È buona pratica implementare già in fase progettuale protocolli di sicurezza e differenti livelli di accesso.
Errore 10: Manutenzione e Monitoraggio Sottovalutati
Progettare un impianto di videosorveglianza deve andar oltre la semplice fase preliminare e iniziale. Senza una manutenzione adeguata infatti questo tende a perdere rapidamente efficacia. Gli errori più comuni sono banali ma frequenti: telecamere mai pulite, pellicole protettive dimenticate, controlli periodici assenti. Col tempo, questi dettagli si traducono in immagini degradate e in sistemi che smettono di funzionare quando servono di più.
La soluzione è pianificare interventi regolari e documentati. Oggi, grazie a piattaforme di supervisione remota, è possibile monitorare lo stato dell’impianto senza interventi fisici continui. Strumenti come MyComelit permettono agli installatori di ricevere notifiche in caso di anomalie, aggiornare i dispositivi da remoto e ridurre drasticamente i tempi di fermo.
Progettare Un Impianto Di Videosorveglianza Affidabile e Duraturo
La progettazione di un impianto di videosorveglianza richiede competenze multidisciplinari che spaziano dall’elettrotecnica all’informatica, dalla normativa privacy alla sicurezza fisica. Ogni errore, anche piccolo, può ridurre l’efficacia del sistema o esporre a problemi legali e tecnici.
La chiave del successo risiede nel progettare con metodo, ma anche nella scelta di componenti di qualità adeguata al contesto e nell’implementazione di procedure di gestione e manutenzione strutturate. Affidarsi a partner tecnologici affidabili come Comelit, con soluzioni integrate e piattaforme di gestione evolute, permette di realizzare sistemi che uniscono conformità normativa e una real efficacia nella protezione di persone e beni.
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